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FESTA DI SAN BIAGIO / SALVE, MASSERIA SANTU LASI / 3 FEBBRAIO 2015

Come ogni anno, Salve, insieme ad altri paesi della provincia, celebra martedì 3 febbraio la festa in onore di San Biagio, da tutti invocato per le malattie della gola. Nella mattinata, dopo la Santa Messa nella cappella rurale dedicata al santo (ore 11), ci si potrà recare in visita alla vicina masseria “Santu Lasi” dove, alle ore 12, avrà luogo la benedizione e la distribuzione dei pani della tradizione (provenienti da Ruvo di Puglia) e sarà possibile visitare la mostra, curata dal prof. Vincenzo Cazzato e organizzata d’intesa con la neonata Associazione Ville e Giardini di Puglia - della quale la masseria fa parte - dal titolo “La festa, il soffio, il fischio. Fischietti in terracotta dal mondo”, un prezioso materiale raccolto negli anni in varie regioni d’Italia e nei vari continenti: un abbinamento fra evento festivo e culturale, sperimentato con successo anche negli scorsi anni.
Il fischietto è un segno inequivocabile di festa; È un oggetto che unisce e accomuna i popoli. Se il materiale con il quale è realizzato è prevalentemente la terracotta, non mancano - e sono presenti in mostra - fischietti in pietra dalla Cina, in legno dalla Svizzera, dalla Baviera e dalla Russia, in porcellana dalla Danimarca, per fare alcuni esempi. La Puglia occupa un posto importante con i bellissimi fischietti di Lucugnano, Ruffano, Torrepaduli, Cutrofiano, Grottaglie, Ostuni, Gravina, Rutigliano, per non parlare di quelli di Matera (un tempo parte di Terra d’Otranto). Assai riconoscibili sono quelli siciliani di Caltagirone, di soggetto soprattutto religioso. Forti legami con le culture precolombiane presentano i fischietti del Messico, del Perù e di altri paesi dell’America Latina.
Le forme che l’oggetto assume, al pari delle sue dimensioni, sono le più varie: uccello, gallo o altro animale; ma il fischietto può essere associato anche alla satira (soprattutto verso i rappresentanti del potere e dell’ordine costituito) e persino all’immagine di un santo del quale si chiede la protezione.
Anche i colori sono importanti e hanno un valore esorcistico: il rosso, il blu, il giallo, il verde, abbinati a volte a nastri colorati con funzione ludica e di portafortuna.
Da alcuni ritenuto oggetto “ingenuo” o tutt’al più “curioso”, le sue radici popolari - in quanto prodotto di una società agropastorale – facevano sì che venisse usato nei riti primaverili di fecondazione e rinnovamento della terra. Il suo suono univa l’umano al divino e aveva una funzione apotropaica.
Attualmente i significati risultano sfuocati e in molti casi scomparsi del tutto. Si è perduto il rapporto suono-natura-magia, è venuta meno la funzione di tenere lontane le forze negative, come non è più riconoscibile il simbolismo che negli strumenti musicali è spesso connesso alla sessualità e alla fecondità (il dono di un fischietto era una richiesta amorosa).
In passato per reperire questi oggetti ci si recava nei laboratori, nelle fiere. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le mostre-mercato e il collezionismo ha indotto spesso gli artigiani da un lato a inventare nuovi soggetti, dall’altro a riprodurre quelli tradizionali riutilizzando talvolta vecchi stampi.
La mostra resterà aperta anche mercoledì 4 febbraio per consentirne la visita anche da parte delle scolaresche.
 

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Scarica questo file (locandina def ultima.pdf)Locandina 2015[Locandina 2015]01/02/2015 18:13